
Domande frequenti
- Si possono installare telecamere nelle parti comuni del condominio?
- Quanti millesimi servono per approvare la videosorveglianza condominiale?
- Le telecamere devono rispettare il GDPR?
- Quanto tempo si possono conservare le registrazioni?
- Un condomino può installare una telecamera privata?
Videosorveglianza in Condominio: normativa, GDPR e regole per installarla correttamente
La videosorveglianza in condominio è uno degli strumenti più richiesti per migliorare la sicurezza di aree comuni come ingressi, scale, cortili e garage. Tuttavia, installare telecamere in condominio richiede il rispetto di specifiche norme sulla protezione dei dati personali (GDPR) e delle maggioranze assembleari previste dal Codice Civile.
Analizziamo di seguito tutto ciò che è necessario sapere prima di installare un impianto di videosorveglianza condominiale.
Videosorveglianza condominiale: a cosa serve
Un sistema di telecamere in condominio ha l’obiettivo di:
- prevenire furti e atti vandalici;
- monitorare accessi non autorizzati;
- incrementare la sicurezza dei residenti;
- tutelare le parti comuni in caso di danneggiamenti.
L’efficacia di un impianto dipende dalla corretta installazione e dal pieno rispetto della normativa vigente.
Normativa videosorveglianza condominio: cosa dice la legge
Le modifiche apportate al Codice civile, in materia di disciplina del condominio negli edifici, nell’introdurre l’art. 1122-ter, hanno chiarito che è necessaria una deliberazione approvata dall’assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio, per l’installazione di un sistema di videosorveglianza.
Una deliberazione sorretta dalla maggioranza di cui all’art. 1136, comma 2, c.c. è richiesta anche qualora l’installazione di un impianto di videosorveglianza sulle parti comuni riguardi il condominio composto da due soli proprietari, ovvero il c.d. “condominio minimo”.
Un sistema di videosorveglianza condominiale può essere installato solo previa approvazione da parte dell’assemblea.
È consentito installare telecamere solo nelle parti comuni, come:
- ingresso principale;
- androne condominiale;
- scale e pianerottoli;
- cortili e parcheggi;
- ascensori;
- zone di accesso ai garage.
È invece vietato riprendere:
- porte di appartamenti,
- balconi,
- finestre,
- aree private o di proprietà esclusiva.
Videosorveglianza e privacy: gli obblighi imposti dal GDPR
Il Regolamento UE 2016/679 impone precise regole al condominio che installa telecamere.
Gli adempimenti principali sono:
- Informativa e cartelli obbligatori
Deve essere presente un cartello di informativa, chiaro e ben visibile, che segnali agli utenti la presenza dell’impianto di videosorveglianza.
- Tempi di conservazione delle immagini
Le immagini possono essere conservate al massimo per 24–72 ore, salvo necessità particolari (es. indagini, festività).
- Accesso alle registrazioni
L’accesso alle immagini è consentito all’amministratore condominiale o soggetti formalmente “incaricati” che possono visionare o scaricare le registrazioni.
I singoli condomini non possono accedere alle immagini liberamente.
- Sicurezza e protezione dei dati
Il sistema deve essere protetto da:
- password sicure e accessi tracciati,
- connessioni crittografate.
Telecamere installate da singoli condomini: quando sono consentite
Un condomino può installare una telecamera privata esclusivamente per proteggere la propria abitazione o il proprio posto auto, ma a due condizioni fondamentali:
- non deve riprendere parti comuni,
- non deve riprendere spazi di proprietà altrui.
Se l’inquadratura invade aree comuni, è obbligatoria l’approvazione dell’assemblea.
Va chiarito che la disciplina in materia di protezione dati non trova applicazione nel caso un cui l’angolo di visuale delle riprese sia limitato agli spazi di propria esclusiva pertinenza.
Vantaggi della videosorveglianza in condominio
L’installazione di un impianto condominiale offre numerosi benefici:
- aumento della sicurezza generale;
- deterrente contro furti e vandalismi;
- miglior controllo degli accessi;
- supporto in caso di controversie o danneggiamenti.
Errori da evitare nella videosorveglianza condominiale
Per non incorrere in sanzioni o contestazioni è importante evitare:
- riprese di aree private,
- telecamere posizionate senza delibera,
- sistemi non conformi al GDPR,
- conservazione delle immagini oltre i limiti previsti,
- accessi non autorizzati alle registrazioni.
Conclusioni
La videosorveglianza condominiale, se installata correttamente e nel rispetto delle normative, è uno strumento efficace per proteggere le parti comuni e aumentare la sicurezza dei residenti.
Per configurare un sistema conforme e funzionale è consigliabile rivolgersi a professionisti specializzati, capaci di garantire il rispetto dei requisiti in materia di protezione dei dati.
Se sei un amministratore di condominio contattaci per garantire la piena conformità alle nuove regole.
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