Il Comitato Europeo per la protezione dei dati, ha pubblicato le Linee-guida 04/2020 sull’uso dei dati di localizzazione e degli strumenti per il tracciamento dei contatti nel contesto dell’emergenza legata al COVID-19 (versione in italiano sul sito del Garante Privacy).

Le linee guida ribadiscono che lo sviluppo delle app suscita “numerose preoccupazioni in materia di tutela della vita privata” e ribadisce che “il virus non conosce confini, appare preferibile sviluppare un approccio comune europeo in risposta alla crisi attuale, o almeno realizzare una cornice di interoperabilità”.

Il Comitato ribadisce e sottolinea quanto già espresso nella lettera di risposta alla Commissione europea (14 aprile), ossia che l’impiego di app per il tracciamento dei contatti dovrebbe avvenire su base volontaria e non comportare il tracciamento degli spostamenti individuali, facendo invece perno sulle informazioni di prossimità relative agli utenti. Per dati di ubicazione, utilizzare dati anonimi piuttosto che di dati personali.

È necessario tenere conto del rispetto dei principi generali di efficacia, necessità e proporzionalità che deve essere alla base delle misure adottate dagli Stati membri per combattere l’epidemia, e che comportano il trattamento di dati personali.

Il Comitato ha aggiunto che le “app non possano sostituire, ma solo supportare, il tracciamento manuale dei contatti effettuato da personale sanitario pubblico qualificato, che potrà stabilire con quale probabilità contatti ravvicinati diano luogo a una trasmissione del virus o meno (ad esempio, in caso di interazioni con una persona protetta da un adeguato equipaggiamento, come può avvenire ad esempio per un addetto alla cassa di un supermercato ecc.)”.

Inoltre, sottolinea che “le procedure e i processi, compresi gli algoritmi implementati dalle app per il tracciamento dei contatti, dovrebbero svolgersi sotto la stretta sorveglianza di personale qualificato al fine di limitare il verificarsi di falsi positivi e negativi. In particolare, le indicazioni fornite in merito ai passi da compiere successivamente alla ricezione di un alert non dovrebbero basarsi unicamente su un trattamento automatizzato”.

Fonte Garante Privacy

 

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Questo articolo fa parte della rubrica “Appunti privacy durante l’emergenza Covid19

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