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21 Nov 2017

Sui social network le foto dei bimbi si sprecano, ma d’ora in avanti nessuno scatto che coinvolga un minore potrà più comparire sulle bacheche virtuali senza il consenso di entrambi i genitori.

Lo ha stabilito il tribunale di Mantova, con una sentenza destinata a fare scuola. Se uno dei due genitori non è d’accordo sulla pubblicazione può rivolgersi al giudice. Per bloccarla ed eventualmente per chiedere la rimozione di quanto già condiviso.

«Il contesto in cui viene ritratto il minore non è una giustificazione perché con le nuove tecnologie il minore può essere estrapolato, l’attenzione bisogna porla sempre».

Così Patrizia Meo, consulente privacy e spesso a fianco del poliziotto-scrittore Domenico Geracitano nella formazione degli adolescenti e delle loro famiglie ad un corretto utilizzo dei social network, fa chiarezza sul tema della pubblicazione in rete delle immagini di minori. Difficile fare distinzioni, spiega, nel grande mare del web.

«Perché si condivide un like e un’immagine e si perde il controllo, quell’immagine può essere rtitoccata e facilmente reinserita in rete, quindi è questo l’obiettivo della sentenza, tutelare il minore nella sua dignità».

8 nov 2017,  https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/social-e-minori-bisogna-tutelare-la-dignit%C3%A0-dei-bambini-1.3218307

Teletutto 8 novembre

7 Nov 2016

La scuola a prova di privacy, la nuova guida del Garante Privacy, per “insegnare la privacy e rispettarla a scuola. L’obiettivo è quello di aiutare  studenti, famiglie, professori e la stessa amministrazione scolastica a muoversi agevolmente nel mondo della protezione dei dati.

La guida si  articola in cinque brevi capitoli, che riportano regole ed esempi:

  1. Regole generali;
  2. Vita dello studente;
  3. Mondo connesso e nuove tecnologie;
  4. Pubblicazione on line;
  5. Videosorveglianza e altri casi

In più troviamo due sezioni “di servizio” (Parole chiave; Appendice – per approfondire) utili per comprendere meglio la specifica terminologia utilizzata nella normativa sulla privacy e per avere un sintetico quadro giuridico di riferimento.

La guida – che si apre all’insegna dell’ “insegnare la privacy, rispettarla a scuola” –  raccoglie i casi affrontati dal Garante con maggiore frequenza, al fine di offrire elementi di riflessione e indicazioni  per i tanti quesiti che vengono posti dalle famiglie e dalle istituzioni: da come trattare correttamente i dati personali degli studenti (in particolare quelli sensibili, come condizioni di salute o convinzioni religiose) a quali regole seguire per pubblicare dati sul sito della scuola o per comunicarli alle famiglie; da come usare correttamente tablet e smartphone nelle aule scolastiche a quali cautele adottare per i dati  degli allievi con disturbi di apprendimento.

Il vademecum dedica inoltre particolare attenzione alla “scuola 2.0” e al corretto uso delle nuove tecnologie, al fine di prevenire atti di cyberbullismo o altri episodi che possano segnare negativamente la vita dei più giovani.

Attenzione alla pubblicazione delle immagini sui social, diventa infatti necessario ottenere il consenso informato delle persone presenti nelle fotografie o video.

Ancora: Le lezioni possono essere registrate? Come si possono prevenire fenomeni come il cyberbullismo o il sexting? Quali accortezze adottare nel pubblicare le graduatorie del personale scolastico? Ci sono cautele specifiche per la fornitura del servizio mensa o per la gestione del “curriculum dello studente”?

Queste sono alcune domande a cui risponde la guida.

Le scuole sono chiamate ogni giorno ad affrontare la sfida più difficile, quella di educare le nuove generazioni non solo alla conoscenza di nozioni basilari e alla trasmissione del sapere, ma soprattutto al rispetto dei valori fondanti di una società. Nell’era di internet e in presenza di nuove forme di comunicazionee condivisione questo compito diventa ancora più cruciale – sottolinea il Presidente dell’Autorità, Antonello Soro. “E’ importante – continua Soro – riaffermare quotidianamente, anche in ambito scolastico, quei principi di civiltà, come la riservatezza e la dignità della persona, che devono sempre essere al centro della formazione di ogni cittadino”.

Scarica l’opuscolo dal sito del Garante privacy

7 Ott 2016