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24 Mar 2019

Tik Tok è la nuova app che sta conquistando i giovani.  Nel 2018, TikTok è stata una delle app più scaricate nel mondo. 800 milioni di iscritti, sparsi in 150 nazioni, il 41% dei quali con un’età compresa tra 16 e 24 anni. In Italia – secondo DataMediaHub – è stata scaricata oltre 7 milioni di volte. Gli utenti attivi nel nostro Paese sono 2 milioni e 400 mila. Di questi il 65% sono donne mentre il 35% uomini. In totale, gli utenti aprono l’app in media 6 volte al giorno e per un totale di 34 minuti. Ogni mese, la media di visualizzazioni dei contenuti video presenti su TikTok è di circa 3 miliardi.

Non più muser ma tiktoker

TikTok è conosciuta anche con il nome cinese Douyin in Cina, è un social network cinese lanciato nel settembre 2016 da Zhang Yiming. Il successo della piattaforma per video cinese è dovuto anche all’inglobazione che TikTok ha fatto di Musical.ly.

L’applicazione consente agli utenti di guardare clip musicali, creare brevi clip, della durata che va da un minimo di 15 secondi fino a un massimo di 60 secondi, ai quali si possono aggiungere effetti particolari e diverse animazioni.  Gli utenti per creare i propri video musicali, scelgono la loro canzone preferita da un elenco, e possono registrare un video mentre si è intenti a ballare, cantare o recitare. “Un’esperienza personalizzata appositamente per te basata sui contenuti che guardi, ti piacciono e condi

 

vidi!” La lista musicale di Tik Tok contiene, una vasta gamma di generi musicali (hip-hop, elettronica, rock, dance) e questo garantisce una scelta maggiore. L’app trova e suggerisce all’utente le clip più rilevanti ed interessanti in base alle abitudini dell’utente, di ricerca e alle interazioni con video e creator simili, con video scelti appositamente.

Alcune di queste funzioni erano presenti già in Musical.ly, le novità di Tik Tok sono: i filtri di movimento, l’effetto “specchio deformante” della fotocamera, i filtri Vr-Type che possono essere

sbloccati con il semplice battito delle palpebre e gli effetti Chroma Key e Greenscreen che possono essere usati per creare dei bellissimi sfondi.  Le clip, oltre alla registrazione live, possono essere salvate e poi caricate da quelle salvate nella gallery del profilo. Al momento l’app è disponibile per iOS e Android.

Nelle linee guida possiamo leggere che la missione di Tik Tok è diffondere nel mondo creatività, conoscenza e momenti importanti nella vita quotidiana.

Da notare che, oltre al nome TikTok viene riportata la dicitura “include Musical.ly”, per sottolineare che le due piattaforme sono collegate.

Questione di privacy

Come quasi tutti i social, anche per TikTok bisogna avere almeno 13 anni, “DO NOT use the app if you are under 13”. Sappiamo però che questo limite può essere superato dai ragazzi inserendo una data di nascita falsa. Molti bambini, ad esempio, inseriscono l’età dei genitori.

L’app permette di avere un account pubblico, in questo modo tutti possono vedere ciò che condividono gli utenti e ottenere “Mi Piace”. Il rischio? Che i ragazzi possano essere contattati direttamente sull’app.

Se nella sezione privacy, l’utente sceglie la possibilità di creare un profilo privato, tutti i video possano essere visti solo da chi li ha creati e dai follower accettati. Con un account privato, infatti, si possono approvare o rifiutare le richieste degli utenti e limitare i messaggi in arrivo dei follower.

Il consenso privacy e la sanzione dalla FTC

La Federal Trade Commission ha multato l’applicazione TikTok con una sanzione record da 5,7 milioni di dollari per avere raccolto i dati dei minori di 13 anni senza il consenso dei genitori. E’ la più alta sanzione civile mai comminata dall’ente statunitense che regolamenta il mercato per un caso che riguarda la privacy dei bambini.

Il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA), parla chiaro: per gli utenti che abbiano un’età inferiore ai 13 anni è necessaria la richiesta di consenso ai genitori per il trattamento dei dati.

TikTok era a conoscenza del fatto che molti ragazzini stessero usando l’app per i video di breve durata – d’altronde, il target di riferimento, è proprio il mondo teen – ma non hanno cercato l’autorizzazione parentale prima di raccogliere nomi, indirizzi e-mail e altre informazioni personali. “Questa pena da record dovrebbe essere un promemoria per tutti i servizi online e i siti Web destinati ai bambini – ha detto il presidente della Ftc, Joe Simons – prendiamo molto sul serio l’applicazione del COPPA e non ci sarà tolleranza per le società che ignorano in modo la legge”. Sempre dalla comunicazione dell’agenzia che tutela i consumatori statunitensi si legge che, per la registrazione, venivano richiesti il numero di telefono, nome e cognome, l’immagine di profilo e una breve descrizione.

Gli account degli iscritti erano pubblici di default, il che significava che il profilo di un bambino poteva essere visto da sconosciuti. Se è vero che il sito consentiva agli utenti di modificare le impostazioni predefinite in modo che solo gli autorizzati potessero vederle, rimanevano pubbliche le immagini di profilo e le biografie. Infatti, ci furono segnalazioni in merito ad adulti che cercavano di contattare i bambini tramite l’app Musical.ly che, fino a ottobre del 2016, dava la possibilità di visualizzare vicini alla propria posizione.

Negli Stati Uniti, la legge impone che il minore di 13 anni deve ottenere il consenso dei genitori e presentarlo alla piattaforma se vuole iscriversi ai social.

In Europa, il Regolamento Europeo 2016/679 per la protezione dei dati, stabilisce all’art. 8 che, il “trattamento di dati personali del minore è lecito ove il minore abbia almeno 16 anni”. Gli Stati membri possono stabilire per legge un’età inferiore a tali fini purché non inferiore ai 13 anni.

In Italia, il D.lgs 101/2018 con il quale l’ordinamento italiano si è allineato al GDPR (settembre 2018) ha stabilito che “il minore che ha compiuto i quattordici anni può esprimere il consenso al trattamento dei propri dati personali in relazione all’offerta diretta di servizi della società dell’informazione”. Al di sotto dei 14 anni, il consenso viene autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale.

Rispetto al passato è stato fatto qualcosa, certamente bisognerà verificare come questo obbligo verrà controllato.

21 Nov 2017

Sui social network le foto dei bimbi si sprecano, ma d’ora in avanti nessuno scatto che coinvolga un minore potrà più comparire sulle bacheche virtuali senza il consenso di entrambi i genitori.

Lo ha stabilito il tribunale di Mantova, con una sentenza destinata a fare scuola. Se uno dei due genitori non è d’accordo sulla pubblicazione può rivolgersi al giudice. Per bloccarla ed eventualmente per chiedere la rimozione di quanto già condiviso.

«Il contesto in cui viene ritratto il minore non è una giustificazione perché con le nuove tecnologie il minore può essere estrapolato, l’attenzione bisogna porla sempre».

Così Patrizia Meo, consulente privacy e spesso a fianco del poliziotto-scrittore Domenico Geracitano nella formazione degli adolescenti e delle loro famiglie ad un corretto utilizzo dei social network, fa chiarezza sul tema della pubblicazione in rete delle immagini di minori. Difficile fare distinzioni, spiega, nel grande mare del web.

«Perché si condivide un like e un’immagine e si perde il controllo, quell’immagine può essere rtitoccata e facilmente reinserita in rete, quindi è questo l’obiettivo della sentenza, tutelare il minore nella sua dignità».

8 nov 2017,  https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/social-e-minori-bisogna-tutelare-la-dignit%C3%A0-dei-bambini-1.3218307

Teletutto 8 novembre