Con la progressiva emergenza del COVID 19, le imprese, gli enti e le strutture socio sanitarie, si trovano a prendere decisioni e iniziative importanti, in tempi ristretti, trovandosi a trattare un’ingente quantità di dati sullo stato di salute dei dipendenti e collaboratori.

In questo contesto, cosa deve fare il datore di lavoro e quali misure deve porre in essere, per non violare la normativa in materia di trattamento dei dati personali?

Le norme in materia di protezione dei dati (come il Regolamento generale sulla protezione dei dati) non ostacolano l’adozione di misure per il contrasto della pandemia di coronavirus. La lotta contro le malattie trasmissibili è un importante obiettivo condiviso da tutte le nazioni e, pertanto, dovrebbe essere sostenuta nel miglior modo possibile. Occorre tenere conto di una serie di considerazioni per garantire la liceità del trattamento di dati personali e, in ogni caso, si deve ricordare che qualsiasi misura adottata in questo contesto deve rispettare i principi generali del diritto e non può essere irrevocabile.

L’emergenza è una condizione giuridica che può legittimare limitazioni delle libertà, a condizione che tali limitazioni siano proporzionate e confinate al periodo di emergenza.

Domande e risposte:

Qual è la base giuridica del trattamento posto in essere nel contesto emergenziale dovuto al Covid-19?

La base giuridica del trattamento può essere individuata negli articoli 6 e 9 del GDPR

I dipendenti devono essere informati circa il trattamento dei dati?

Si, è necessario informare i dipendenti ai sensi della normativa privacy

Si può controllare la temperatura dei propri dipendenti o collaboratori?

La finalità deve essere la prevezione del COVID 19.  La base giuridica è l’implementazione di misure di sicurezza anti contaggio ai sensi dell’art. 1 lett. D) del DPCM 11 marzo 2020 e s.m.i.

Le strutture sanitarie attuano un monitoraggio clinico degli operatori sanitari con rilevazione della temperatura corporea prima dell’inizio del turno di lavoro, e il rilievo del rialzo dellatemperatura oltre i 37,3 °C comporta l’effettuazione del tampone naso-faringeo per ricerca di SARS-CoV-2 e l’allontanamento dal luogo dilavoro con sospensione dell’attività lavorativa (Ordinanza n. 514 del 21/03/2020 Regione Lombardia)

Per quanto tempo conservo i dati?

Fino al termine dello stato d’emergenza.

Se il dipendente presenta sintomi durante il corso dell’attività lavorativa, chi contatto?

Se il dipendente presenta sintomi da contagio Covid 19 è tenuto a dichiararlo immediatamente al datore di lavoro o all’ufficio del personale. Questi procederà:

  • con l’isolamento momentaneo in base alle disposizione dell’autorità sanitaria;
  • contatterà immediatamente i servizi sanitari competenti ed attenersi alle indicazioni fornite dagli operatori sanitari.

 

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